link.png Intervista ad Efrem Morelli


Vincere nella vita prima di vincere nello sport. Efrem Morelli ha conquistato il primo gradino del podio alla prima prova del Campionato Italiano Baja 2012: questo risultato rappresenta la vittoria di un pilota ed il primato di un diversamente abile ...

Vincere nella vita prima di vincere nello sport.


Efrem Morelli ha conquistato il primo gradino del podio alla prima prova del Campionato Italiano Baja 2012: questo risultato rappresenta la vittoria di un pilota ed il primato di un diversamente abile che per la prima volta nella storia si aggiudica il titolo. In questo articolo vogliamo raccontare una pagina importante per la FMI ed i diversamente abili (per i quali Efrem s'impegna attraverso il Garpez Team), parlando della forza di uomo che non si è fermato di fronte alle difficoltà di un handicap, fino a conquistare importanti risultati agonistici. Ma dopo questa intervista, nel futuro, desideriamo azzerare ogni riflessione sulla disabilità e ripartire da capo, per parlare solo dell’Efrem pilota, dell’Efrem sportivo agonista impegnato nel Campionato Italiano Baja.





Efrem-Morelli-1

L’esperienza di sportivo agonista di Efrem emerge a colpo d’occhio: ha lo sguardo concentrato e sereno di chi sa cosa vuole e cioè divertirsi e dare il massimo in sella. In paddock Efrem è un esempio di organizzazione, con il suo furgone attrezzatissimo e le tempistiche sempre perfette, da pilota professionista, senza sbavature o ritardi. Quando accende il quad e parte in gara Efrem tira fuori l’anima di crossista, anche se corre in una disciplina diversa, la Baja: affronta con tecnica ed esperienza i passaggi più impegnativi, non gli mancano fiato e preparazione fisica, dato che è un nuotatore della Nazionale Italiana Paraolimpica. Efrem è un velocista: a marzo 2011 ha partecipato all’Italian Baja di Pordenone, una gara celebre per gli elevatissimi tempi di percorrenza che si raggiungono, classificandosi al 14° posto assoluto nella categoria quad.

Ma lasciamo la parola ad Efrem per scoprire qualcosa di più sulla sua carriera e la vittoria in Sardegna.


Efrem, ti è piaciuta la nuova formula no stop proposta al Campionato Italiano Baja? "Sì, sicuramente mi ha conquistato perché percorrendo tanti chilometri il divertimento è assicurato; poi l’eliminazione di trasferimenti e il percorso disegnato ad anello rendono la gara più sicura. Il tracciato era molto tecnico e completo, abbiamo incontrato di tutto: bosco, sottobosco, mulattiere, pietraie, tratti veloci…i cambiamenti meteorologici hanno contribuito a rendere più mutevole il terreno a tratti bagnato ed asciutto. Credo che la Baja no stop interpreti il vero spirito di una Baja: mettere a dura prova la resistenza del mezzo e del pilota: per affrontarla devi essere preparato fisicamente ed anche il mezzo subisce forti sollecitazioni. Mi sono divertito e la vittoria è stata una bella soddisfazione".


Lo scorso anno correvi con KTM, nel 2012 sei passato a Kawasaki. "Innanzitutto sono gli unici due quad sportivi con retromarcia di serie, quindi la scelta cade su queste due marche. Quest’anno ho deciso di sperimentare il Kawasaki e contribuire allo sviluppo del mezzo supportato dal concessionario di Brescia Noi QuiQuoQuad: mi forniscono alcuni pezzi speciali e preparano il mezzo in base alle mie indicazioni".


Baja o Cross? "Amo entrambe le discipline, ma sono un crossista nell’anima: fino ai vent’anni ho partecipato ai Campionati Italiani ed Europei MX. Dopo la pausa post incidente ho ripreso a correre in quad e sono tornato ad allenarmi nei crossodromi, ma non partecipo alle gare di quadcross in quanto mi impensierisce l’idea della bagarre ai cancelletti e alla prima curva: se dovessi entrare in contatto con qualcuno e ribaltarmi potrebbe essere pericoloso rimanere ancorato al mezzo, al quale sono legato. Per questa ragione prediligo le gare con partenza scaglionata, come le Baja, che sono oltretutto molto adrenaliniche".





Garpez-Team-con-Dutto

Sei un esempio di forza, sportività e di vita. Raccontiamo la tua perfetta organizzazione in paddock?

 "Essere indipendente è molto importante per me: ho allestito il furgone con i comandi al volante, così posso andare dove voglio. Ho montato all’interno del furgone una carrucola per poter caricare e scaricare il quad in completa autonomia. Mi tengo fisicamente in forma perciò monto, smonto, salgo, scendo senza la necessità di essere aiutato".


Quando sei entrato a far parte del Garpez Team, la prima squadra corse di disabili in Italia? "Devo ringraziare di cuore la mente, il manager del Garpez, Andrea De Beni. Con lui ho iniziato a gareggiare in quad nel 2010, Andrea mi ha indirizzato in questa nuova disciplina agonistica, mi ha aperto la strada. Andiamo ad allenarci insieme in crossodromo e grazie al suo impegno portiamo avanti il progetto del Garpez, divenendo un punto di riferimento per i ragazzi disabili".


Parliamo dell’altro sport, il nuoto. "Ho partecipato ai Giochi Paraolimpici di Pechino nel 2008 ed ora mi sto allenando per quelli estivi di Londra che si svolgeranno questa estate: il nuoto agonistico è la mia attività principale, anche se ho militato due anni nel Campionato Mondiale di Cannottaggio".


Facciamo un in bocca al lupo ad Efrem per i Giochi Paraolimpici di Londra e l’appuntamento con lui è alle prossime tappe del Campionato Italiano Baja.


Articolo di Alessandra Manieri


Efrem-Morelli-2Efrem-Morelli-3Efrem-Morelli-4podio-quad-baja-castiadas