link.png La tragedia di Cingoli, l'informazione.


Di Filippo Mingardi La morte, fa notizia, sempre, che piaccia o no, questa è la realtà dei fatti. Domenica a Cingoli, sarebbe dovuta essere una giornata di festa, in primo luogo per lo sport e poi per i nostri colori, visto che risulta...

Di Filippo Mingardi

La morte, fa notizia, sempre, che piaccia o no, questa è la realtà dei fatti. Domenica a Cingoli, sarebbe dovuta essere una giornata di festa, in primo luogo per lo sport e poi per i nostri colori, visto che risultati alla mano, le nostre nazionali del quad avevano ottenuto posizioni di rilievo nelle qualifiche del sabato. Così non è andata, e l’evento sportivo più importante per la categoria del Quadcross si è trasformata in tragedia al primo giro di gara 1. Il pilota inglese, Connor Smith, ha perso la vita in quello che purtroppo rimarrà né il primo né l’ultimo incidente del motor sport, sia questo a livello regionale, nazionale o mondiale. La fatalità si è rivelata senza dubbio la componente più importante e come spesso accade la più imponderabile. Il fato ha voluto infatti che il suo Suzuki si arrestasse subito dopo un salto, durante il primo giro, con il gruppo che alle sue spalle sopraggiungeva ancora compatto. Due concorrenti, non hanno potuto evitarlo e colpendolo hanno causato, con tutta probabilità, allo sfortunato rider inglese, le ferite letali. Connor Smith è deceduto presso il centro medico del crossodromo, e a nulla è valso l’intervento dell’elicottero di soccorso. A pochi giri dalla fine della stessa manche, anche il nostro pilota Filippo Rondinini, è rimasto coinvolto in un incidente che a differenza di quello occorso al collega inglese non ha mai suscitato preoccupazioni nello staff medico del circuito prima e dell’ospedale poi. “That’s racing” amano spesso dire, proprio gli inglesi, la componente destino e il fattore rischio non potranno mai essere estirpate dalle gare motoristiche che racchiudono in loro una mai celata possibilità di sacrificio estremo. Ma un conto è prendere atto del rischio ed accettarlo un altro è specularci sopra, in molti, troppi si sono riempiti la bocca di notizie false ed estremamente controproducenti, quando sarebbe bastato leggere con attenzione i comunicati ufficiali pubblicati in tempo reale dagli organi preposti. Di questo week end tragico quindi, tralasciando le confuse e spesso false parole scritte e citate da diversi quotidiani e telegiornali nazionali riguardo gli incidenti avvenuti, vogliamo riportare solo quelle dei parenti di Connor che dopo pochi minuti dalla tragedia hanno voluto far sapere a tutta la comunità racing che lo sport che ha messo fine alla vita del loro caro fosse proprio quello che Connor amava di più. Morire facendo ciò che si ama, un privilegio, purtroppo, riservato a pochissimi eletti.


Per il Comitato Quad


Filippo Mingardi 


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