link.png Trasferta vincente in Inghilterra per il Connor Smith Memorial


Lamplugh – Sì, esatto. Proprio i miracoli. Ma non certo perchè gli italiani se ne tornano a casa dall'Inghilterra con un ricco bottino, ma perchè molte delle cose che sono accadute ieri, domenica 15 giugno, sul campo di gar...

Lamplugh – Sì, esatto. Proprio i miracoli. Ma non certo perchè gli italiani se ne tornano a casa dall'Inghilterra con un ricco bottino, ma perchè molte delle cose che sono accadute ieri, domenica 15 giugno, sul campo di gara, non si possono spiegare con la fredda logica quotidiana. Vittoria piena per Simone Mastronardi e per Andrea Cesari, holeshot a ripetizione per Paolo Galizzi, podi su podi per Mattia Papa, grandissima rimonta per Carla Gamboni: questa la trasferta riassunta in poche parole, in Cumbria, ma le cose da raccontare sono tante di più.

Dopo 4 ore di lavoro sabato sera sul motore di Andrea Cesari Jr (impegno che aveva coinvolto tutti gli uomini del gruppo: Remo Mastronardi, Andrea Cesari Sr., Massimo Gamboni, Alessandro Galizzi ed Alessandro Fontanazzi, oltre a Christian Papa) il suo Ktm era pronto per scendere in pista. Domenica mattina dopo il briefing tutti i piloti si presentavano in pista per le practice: 5' di libere e 10' di crono. I piloti venivano fatti entrare uno per uno dal cancelletto e da lì cominciavano le emozioni, le tensioni, gli attacchi d'ansia...Il quad di Cesari faceva forse 150 metri e poi il motore con un brutto rumore secco si spaccava. Di nuovo. Non c'era neanche il tempo di mettersi le mani nei capelli – letteralmente – che sulla spalla batteva una mano, leggera. Era Bill Smith, il papà di Connor, che senza esitazione, e soprattutto senza ammettere repliche, diceva “Vado a prendere il quad di Connor e lo porto subito ad Andrea”. Non passavano neanche 5 minuti ed Andrea era di nuovo in pista con il quad 'marchiato' 660, o meglio Six Sixty come dicono loro. Qualche giro, un piccolo aggiustamento di sospensioni, settaggi e gomme, e si partiva per la prima manches.

Era Carla Gamboni la prima a rompere il ghiaccio con le gare, domenica mattina. Dopo la sfortuna ed il ritiro del giorno prima, con il ginocchio ancora dolorante, la pilota romana su Ktm era più che mai decisa a riscattarsi e così ha fatto. Prima manche chiusa in 17. posizione su 29 partenti, seconda in 10, con una giornata chiusa 18. assoluta su 29 partenti, con zero punti in una manche. Niente male.

Dopo di lei British Championship, e tocca a Simone Mastronardi ed Andrea Cesari Jr. Si sistemano nello schieramento e Andrea cavalca il Ktm di Connor. Il cancelletto si abbassa e Cesari parte come un fulmine, è holeshot, ma soprattutto è una mano dal cielo che lo spinge per tutta la gara. Simone invece è rimasto imbottigliato in partenzaDSC_6443 ed è 14° al primo giro, per lui si prospetta una gara tutta in rimonta. La manche prevede 20 minuti + 2 giri ed al traguardo Andrea conquista il primo posto, Simone il settimo. Al paddock, mentre tutti saltano d gioia, Andrea arriva quasi avvolto da una nube di fumo. Sul quad sta bollendo tutto quello che può bollire su un mezzo. Se ci fosse stato un altro giro forse non ce l'avrebbe fatta, ma oggi è giornata di miracoli, non ci si meraviglia più di nulla.

Mentre sotto il tendone di Galizzi si prepara un buon piatto di pasta c'è un cambio di programma. La gara del British Championship, la seconda, si anticipa di un quarto d'ora. Andrea e Simone si vestono di corsa, ma i quad non sono ancora pronti. Di nuovo, si lotta contro il tempo. Bisogna chiudere tutto, serrare i bulloni, le viti e poi correre sul cancelletto di partenza. Ce la fanno, ma stavolta gli inglesi hanno capito la strategia di Cesari e gli soffiano il posto sulla griglia. Si parte e Andrea viene praticamente chiuso e scivola in 11. posizione mentre Simone scatta alla grande ed è quarto. Dopo cinque giri Mastronardi è già secondo mentre Andrea rallenta vistosamente perchè ha preso un brutto colpo alla mano sinistra. Cerca di finire la manche lentamente mentre il pilota Yamaha passa in testa al gruppo e vince la seconda gara del giorno. L'entusiasmo è incontenibile, e non solo quello italiano. Al briefing il carismatico Alberti aveva shcerzato dicendo ai piloti presenti, “siate gentili con gli italiani, ma state anche attenti perchè questi stanno vincendo tutto”.

Pausa pranzo e autobotte sul percorso che si tramuta dopo pochi minuti in una fangaia. Alessandro Galizzi non se ne accorge, occupato a cercare in prestito dei paramani – che prontamente gli vengono dati da un pilota inglese che li smonta dal suo quad - per suo figlio Paolo, e monta le gomme da asciutto sul Can Am di Paolino. Quando i ragazzi arrivano sullo schieramento di partenza, Galizzi e Mattia Papa, Alessandro per poco non fa un infarto vedendo le condizioni della pista.

Ma Paolino è uno che non delude, e quando il cancelletto si abbassa è di nuovo davanti a tutti. E' il suo terzo holeshot su tre gare ! Ma la felicità si esaurisce veloce. Paolomattia papa Ringo non ha neanche il roll off sulla sua maschera e quindi dopo due giri corre alla cieca. Mattia Papa invece recupera bene, in versione Ringo Pavesi: nero davanti e bianco dietro.

In molti si fermano, rompono, finiscono fuori, ma i nostri resistono. A fine gara Mattia è terzo e Paolo quarto.

A questo punto manca solo un'altra gara, ancora Cesari e Mastronardi. Andrea si ritrova in sesta posizione dopo la partenza, Simone addirittura in undicesima. Ma mentre Cesari risente della botta alla mano Simone si diverte sorpassando gli altri e lo fa, giro dopo giro, fino a concludere in 3. posizione confermando un podio per ognuna delle 5 gare corse nel week end.

La cronaca finisce qui, con una premiazione di quasi 2 ore e mezzo, fra trofei, club, holeshot, classifiche di gara, di classe e di giornata, classifica europea, Connor Smith Memorial, bottiglie di whisky in edizione limitata e dedicate all'evento, vendite all'asta, raccolte fondi, lotterie. I nostri vincono tutto il possibile e gli abbracci sono sicuramente il premio più bello, sempre e comunque. Specie quelli sinceri, specie quelli di due papà – Smith e Watson – che continuano a portare avanti la loro passione in modo sincero e semplice con pochissime parole e tanti fatti. Il loro abbraccio, e quello della famiglia Connor, oltre che del Moto Club organizzatore è solo uno dei ricordi che i nostri piloti italiani porteranno per sempre nei loro cuori.

Foto disponibili su Dropbox. Cliccate su https://www.dropbox.com/sh/kcf2zkzfvqoetjl/AAAWRCpPOoVOqICxK7EXmM1wa