link.png Le interviste di FMIQuad: Andrea Cesari Jr


Andrea CesariComincia su www.fmiquad.it un nuovo ciclo, dedicato alle interviste dei personaggi di questo mondo, fatto di quad e di sidecar. Un'intervista a tutto tondo, che non parla solo di sport ma anche di personaggi, di vita reale e quotidiana, di famiglia, di sacrifici, di lavoro e di passioni.

La prima volta che Andrea Cesari è salito sul quad aveva 15 anni. I libri di storia reciterebbero “correva l'anno 2009...” ma questa in realtà è storia recente, per non dire contemporanea. Andrea, 22 anni, ha cominciato per gioco, sedendosi dietro a suo papà, Andrea anche lui, ed andando in giro per i boschi, insieme agli amici.
La scintilla scatta quando, sempre in compagnia degli amici, capitano a Fano, sulla Riviera Adriatica e vedono i quad in gara. “Siamo arrivati a Fano – racconta Andrea - per un raduno e si correva il campionato italiano, così ci siamo fermati a guardarlo e ci è piaciuto. Abbiamo pensato che potevamo provare a farlo e così ho cominciato a fare qualche gara in Piemonte”. A quei tempi le gare erano racchiuse nella Polaris Cup ed era il momento in cui i quad iniziavano a confrontarsi sulle piste da cross ed è allora che Andrea Cesari prova l'ebbrezza di una gara.
La sua prima, la ricorda come un vero disastro: “la mia prima gara fu un disastro...nella prima manche mi incastri nella seconda curva e rimasi lì per tutto il tempo dal primo giro. Nella seconda invece uscii, a metà gara mollai, ma non ricordo bene perchè”.
L'anno dopo Andrea si cimenta nella QX2 : “Vinsi qualche gara, battagliando con Mattia Torraco, e arrivai secondo a fine stagione. L'anno dopo ho rifatto la QX2 e ho chiuso nuovamente secondo e nel terzo anno di quad cross hanno unito le categorie. Andai bene, considerando appunto che la categoria era una unica. Vinsed61cc9509cfdeaa81d879cd5cac3ff13.jpg Nicola Montalbini e io chiusi al secondo posto...”
Insomma sei l'eterno secondo..
Sorride timido e alza le spalle: “Eh, è andata così...”
Ma ti sapresti spiegare perchè? Ti manca qualche cosa? Oppure dipende dagli altri...
“No, penso che ero un po' troppo...” cerca le parole giuste e poi riprende “diciamo che mi sono un po' accontentato negli anni passati. Mi sono sempre visto troppo giovane, mi sembrava di andare già tanto forte e non mi sono mai posto il problema, anche arrivando secondo. Ai tempi sinceramente sentivo tanto anche la pressione, e facevo tanti errori, ero poco costante. Facevo una bellissima gara e poi in quella dopo facevo un sacco di errori...Ora le cose sono cambiate. Anche grazie all'esperienza nell'Europeo”.
Quanti Campionati Europei hai già affrontato?
“Questo, se non sbaglio, dovrebbe essere il quarto. Ho sempre corso all'Europeo con l'idea di fare più esperienza...La tipologia di gara è diversa in Europa, ti confronti con piste e piloti diversi. L'approccio alla pista è più difficile, si corre con i sidecar e quindi il terreno si buca tanto di più...l'ambiente è più grande, c'è tanto più pubblico, le manche sono più lunghe e forse per questo motivo quando venivo a fare l'italiano la prendevo un po' più sottogamba...”
Poi però qualcosa in te è cambiato...
“Sì, fino a due anni fa andava bene ma dall'anno scorso ho cominciato a fare le cose più seriamente...Volevo vincere, come è giusto che sia. Lo scorso anno sono partito bene, nelle prime due gare, riuscivo a stare attaccato a Nicola Montalbini, ma poi a Recetto ho avuto un calo di pressione e sono tornato a casa con due zeri. Non essendo tanti nella categoria non puoi fare la differenza sui numeri e così...”
Il campionato si è praticamente chiuso lì. Ma ora stai puntando su quest'anno, il 2015?
“Sì, assolutamente. Adesso mi sto allenando tanto fisicamente, ho un mio preparatore che mi segue tanto, ogni mese sono giù da lui per un paio di giorni. Facciamo dei test, mi controlla per vedere i miglioramenti, e poi usciamo insieme ad allenarci...”
E stai migliorando?
“Sì, da quando ho cominciato con lui mi sono sempre migliorato”.
Andrea e NicolaIl lui in questione è Nicola Dal Santo, New Fitness tab di Isola Vicentina...

"Mi segue tanto – prosegue Andrea Cesari Jr – mi alleno da lui in palestra e poi usciamo insieme a Zecchina, Michael Mantovani, tutta gente che ha esperienza, dell'ambiente... ci alleniamo insieme...Tanta palestra e poi si esce in moto. O meglio, loro in moto e io in quad”.
Ed oltre agli allenamenti ora senti anche in maniera diversa la pressione ?
“E' vero, la sento di meno, prima magari ero un po' più fragile. Ora ascolto molto di meno quello che dice la gente. Sono contento di come ho iniziato la stagione, al Supermare cross, all'europeo ad inizio aprile... sono soddisfazioni. In Francia dopo la gara l'organizzazione ha chiamato me per la sessione autografi...sono cose nuove, che ti motivano un po', no? ”
A proposito della prima prova di Europeo a Castelnau de Levis...me lo racconti?
“Non sono partito benissimo. Io ero già stato lì, su quella pista, ma me la ricordavo diversa, forse più semplice. Ho fatto un paio di giri e mi sono reso conto che era bella tosta. Allora siamo partiti insieme con Simone (Mastronardi), uno dietro 'altro, e ci siamo aiutati a vicenda. Mi sono messo davanti e gli ho fatto vedere i passaggi dove abbassare i tempi, e così anche sui salti, per vedere la velocità, io ho azzardato un po' di più...Nelle prove libere avevano quasi allagato la pista ed era un paciugo”. Ma questo per i francesi non era un problema “ Oh no, loro, ed anche Edgars Mengelis, quello che poi ha vinto, avevano già corso lì in ottobre 2014, e li vedevi...avevano una sicurezza diversa, mentale, sapevano dove passare...Noi siamo partiti un po' svantaggiati. Però vabbè, io non sono un ragazzo da qualifiche, non riesco mai a trovare il mio limite in un giro secco, sono un ragazzo consistente ...”
E così hai fatto il sesto tempo in qualifica?
“Già ho fatto il sesto tempo e mi giravano un bel po'. Sapevo però che avevo fatto bene, avevo la consapevolezza di dire, 'parto bene e il ritmo è quello'. Così quando è cominciata la gara, la prima manche, io ero secondo e considerando che avevano bagnato molto la pista mi sono preoccupato che quello davanti mi sporcasse gli occhiali. Allora sono passato subito in testa e ho tenuto il mio ritmo. Non so cosa sia successo dietro ma so che Edgars, che era il secondo, pagava quasi 7o 8 secondi di distacco. Poi ho commesso un errore dopo i 15 minuti e mi sono girato perdendo tutto il vantaggio ma mantenendo la posizione in testa. Ai 20 minuti ero ancora davanti ma poi lui mi ha passato, sempre per un mio errore,. Gli sono rimasto a culo perchè il passo era lo stesso ma alla fine ho sbagliato, ancora, e non sono più riuscito a recuperare”.
E a fine manche?
“Sono uscito dalla pista ed ero morto, davvero. Mai successa una cosa simile. Contento, ma sfinito. Ho dovuto prendere degli antidolorifici anche per il mal di schiena...il problema è stato che siamo usciti alle 12,30 e siamo rientrati alle due meno un quarto per la seconda manche e quindi non c'è stato neanche il tempo di recuperare. Sono entrato in pista con l'idea di tamponare un po' i danni, ho cercato di gestire. Sono partito bene, ero terzo,  ma ho perso subito il treno all'inizio perchè ero stanco e demotivato. Ad ogni giro guardavo l'orario, ero stanco...”
Non eri lucido in realtà?
“Esatto, ho tirato i primi dieci minuti per prendere vantaggio sul quarto e diciamo che la mia gara è stata facile, davanti e dietro non avevano nessuno...”
Ma scusa loro non erano stanchi ?
“Si certo, lo erano anche loro. Erano belli provati, cotti, proprio tutti, e avevano gli stessi miei dolori, però loro, in Francia, fanno sempre due manche da mezz'ora e quindi sono più abituati. Lì da loro il livello è alto e già quando sono arrivato mi sentivo un po' teso...Ci tenevo a far bene ed era la prima volta che affrontavo due gare da mezz'ora quest'anno.  Però siamo stati davvero contenti. E' il primo podio che faccio nell'Europeo, in generale, ed è stato proprio bello...”
Pensi di far tutte le gare dell'Europeo?
“Non lo so. Bisogna vedere gli impegni di lavoro, specie sulla terza gara. Papà di sicuro in quel week end non potrà esserci. Aspettiamo di vedere come andrà la seconda prova ad Odolo. Poi le altre tappe sono più lontane, Danimarca, Lettonia, Estonia...”
E nel Campionato Italiano cosa avresti intenzione di fare quest'anno?
“Bè direi che voglio vincerlo – e sottolinea ancora - sono qua per vincere. Son tutte motivazioni che ti dà l'Europeo. Quando sono arrivato a Savignano per la mia prima gara di italiano quad ero molto carico. Mi sento sicuro di me, anche nel supermare cross, sulla sabbia, dove è tutt'altra storia....Nel fettucciato ho vinto a Savignano e quindi sono molto positivo, sono carico”.
Parliamo per un attimo della tua famiglia, vedo che siete molto uniti ?
“Sì, moltissimo. Noi veniamo alle gare tutti insieme, con Ago che ci segue sempre. E' uno sforzo che fanno tutti loro, grande grande...il sabato per la nostra famiglia è un giorno importante lavorativamente parlando...mio zio che ha corso nel motocross capisce quello che faccio e mi incita, capisce quando dobbiamo andare via e anche se mio papà si sente a disagio a lasciare il lavoro per seguirmi sulle gare mio zio lo capisce, sa che ci tiene. Fino a che riusciamo a farlo va bene, quando invece dovremo rinunciare alle gare per il lavoro...beh, allora vedremo”
Sono una presenza costante nella tua vita i tuoi genitori, tua sorella ?
“Sì, assolutamente. Io son cresciuto iper protetto dalla mia famiglia, anche con mia sorella ho un bel rapporto”.
Possiamo dire...il cocco di casa?
“Sì – e sorride mentre lo ammette, aggiungendo – inoltre sono quello che fa la gare a casa e quindi alla fine gira tutto intorno a me. Diciamo che papà ci tiene tanto a quello che sto facendo, sono soddisfazioni e mi piacerebbe ricambiare le loro attenzioni. Loro si impegnano per me anche a livello economico, nella ricerca degli sponsor, e papà è bravo a trovarli...”
Però tu a livello caratteriale hai preso più da mamma che da papà, vero?
“Io sono molto timido. Magari dopo, quando conosco bene una persona concedo più confidenza... ma sennò sono timido. Mio papà è più schietto, è un uomo che lavora nel commercio, è molto sicuro di sé e sa quello che deve fare e mia sorella è come lui. Io non sono ancora tanto sicuro, per esempio sul lavoro...Non sono ancora inserito bene, non ho tanta sicurezza. E il mio carattere, sì, è assolutamente come quello di mia mamma”.